Sport · Tennis

Zverev vince gli US Open: Shelton battuto in finale, è il secondo Slam del 2026

Alexander Zverev è il nuovo campione degli US Open. Il tedesco completa una stagione straordinaria superando in finale l'americano Ben Shelton con il punteggio di 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2 dopo 3 ore e 37 minuti di gioco sull'Arthur Ashe Stadium.

È il secondo titolo Slam del 2026 per Zverev, che soltanto tre mesi fa aveva finalmente rotto il tabù Major vincendo il Roland Garros contro Flavio Cobolli. Quello di New York è anche il secondo Slam della sua carriera.

Per Shelton si chiude invece senza il titolo un torneo comunque memorabile. Il 23enne statunitense aveva eliminato Carlos Alcaraz nei quarti e Frances Tiafoe in semifinale, raggiungendo per la prima volta una finale Slam. Davanti al pubblico di casa non è però riuscito a fermare il miglior Zverev della stagione.

Zverev-Shelton 3-1: il tedesco prende subito il controllo della finale

Zverev parte con maggiore lucidità e sfrutta immediatamente le difficoltà di Shelton negli scambi prolungati. Il break decisivo del primo set gli permette di chiudere 6-3 e mettere pressione sull'americano, chiamato a inseguire fin dai primi minuti.

Il secondo parziale è molto più equilibrato. Shelton trova maggiore continuità con il servizio e riesce a trascinare il set fino al tie-break, ma nel momento decisivo Zverev alza nuovamente il livello. Il tedesco domina il gioco corto per 7-2 e si porta avanti due set a zero.

Quando la finale sembra indirizzata, arriva la reazione dell'americano. Shelton continua ad attaccare, aumenta il numero delle discese a rete e nel terzo set riesce finalmente a strappare il servizio al numero 2 del mondo. Il 7-5 riapre la partita e fa esplodere l'Arthur Ashe Stadium.

Zverev, però, non lascia che il match cambi padrone. Nel quarto set riparte immediatamente forte, trova il break e non concede più opportunità concrete al rivale. Il definitivo 6-2 gli consegna il primo titolo della carriera a Flushing Meadows.

Roland Garros e US Open: Zverev conquista due Slam nel 2026

Il successo di New York completa definitivamente la trasformazione della carriera di Zverev. Prima di questa stagione il tedesco aveva raggiunto tre finali Slam senza riuscire a vincerne una. Nel giro di pochi mesi il quadro è completamente cambiato.

A giugno era arrivato il primo Major al Roland Garros, conquistato in cinque set contro Cobolli. A Wimbledon Zverev si era spinto nuovamente fino alla finale, arrendendosi soltanto a Jannik Sinner. Agli US Open ha raggiunto quindi la terza finale Slam consecutiva e questa volta è tornato a vincere.

Per il 29enne ha un significato particolare proprio il trionfo di New York. Nel 2020 era arrivato a un passo dal titolo, portandosi avanti due set contro Dominic Thiem prima di subire la rimonta dell'austriaco e perdere al tie-break del quinto.

Sei anni dopo, Zverev è tornato sullo stesso campo per cancellare definitivamente quella delusione.

Il suo percorso agli US Open non era inoltre iniziato nel modo più semplice: nei primi due turni aveva avuto bisogno di cinque set sia contro Lorenzo Sonego sia contro Quentin Halys. Con il passare delle partite, però, il tedesco ha aumentato progressivamente il proprio livello fino a raggiungere la finale da favorito.

Shelton sfiora il sogno: gli Stati Uniti aspettano ancora un campione Slam

La sconfitta lascia inevitabilmente amarezza a Ben Shelton, ma il torneo giocato dall'americano rappresenta un ulteriore salto di qualità nella sua carriera.

Nei quarti aveva firmato il risultato più importante battendo Carlos Alcaraz al super tie-break del quinto set, dopo quasi quattro ore e mezza. In semifinale aveva poi superato in rimonta Frances Tiafoe, diventando il primo afroamericano a raggiungere la finale maschile degli US Open dai tempi di Arthur Ashe nel 1972.

Il sogno era quello di riportare negli Stati Uniti un titolo Slam maschile che manca dal 2003, quando Andy Roddick vinse proprio a New York. Zverev ha però rinviato ancora l'appuntamento.

Per Shelton resta la prima finale Major della carriera e la conferma di essere ormai stabilmente tra i giocatori capaci di competere nelle fasi decisive dei tornei più importanti.